“[…] e se l’insieme ci è parso solido e omogeneo, il merito spetta ad direttore Andrea Riderelli che ritorna sul podio della Filarmonica di Ploiesti con maggiore precisione e forza nel gesto direttoriale, accompagnata dalla stessa sua intensa, vitale partecipazione artistica.”


XII.1991 - Emissione radiofonica “Colocvii pe teme muzicale” – Radio Romania-Actualitati, Bucarest (Romania)


Un giovane direttore del quale si scriverà ancora […] un musicista sensibile, profondo, attratto dal fenomeno artistico in generale […] egli possiede una qualità determinante per un direttore: sa lavorare con l’orchestra e sa entrarci in comunicazione.”


III.1992 - “Actualitatea muzicala”, anno III, n. 48, Bucarest (Romania)


“Andrea Riderelli continua a essere ‘Un giovane direttore del quale si scriverà ancora’ – come recitava il titolo della recensione attraverso la quale è stato consegnato uno tra i concerti da lui sostenuti in compagnia delle nostre orchestre. Ma molto di più, ora si può affermare che Andrea Riderelli è già il giovane direttore del quale spetta che si scriva con l’entusiasmo che così raramente, pur tuttavia, accade che susciti l’apparizione di un talento fuori dal comune. […] Nelle Metamorphosen di Richard Strauss, Andrea Riderelli ha superato se stesso, coordinando con precisione, con una autorità e una prestazione sorprendente quelle 23 voci soliste proprie di questa partitura così altamente esigente, tanto che le ovazioni con le quali è stato ripagato alla fine non hanno rappresentato altro che una naturale conferma del suo valore.”


VI.1992 - “Actualitatea muzicala”, anno III, n. 54, Bucarest (Romania)


“[…] Andrea Riderelli, anch’egli raffinato compositore, che attualmente si va affermando quale direttore d’orchestra in Romania, ma presto (si spera) anche da noi, dove tanto scarseggiano direttori sensibili e competenti.”


1993 - Maria Grazia Teodori - “Vieri Tosatti, musicista e scrittore” Editrice IL VENTAGLIO, Roma


“Il rincontro col direttore italiano Andrea Riderelli sul podio dell’Orchestra da Camera Radio ha, per il nostro pubblico, un certo significato. […] Quello che può caratterizzare le sue presenze concertistiche, appartiene a dei piani complementari: la scelta del programma, il rapporto con l’orchestra e, infine, l’impatto con il pubblico. In tutti e tre questi piani, la prestazione di Andrea Riderelli raddoppia il valore della manifestazione artistica con una attitudine che manca di qualsiasi ostentazione, di una discrezione che controlla permanentemente il comportamento temperamentale.”


6.II.1993 - “Cronica Romana”, anno I, n. 12, Bucarest (Romania)


“[…] Malleabile, con una indipendenza delle braccia pronunciata, preciso nei gesti e con una espressività pregnante dell’intero apparato direttoriale, Andrea Riderelli è riuscito a disegnare il ritratto di un direttore d’orchestra iscritto con fermezza e convinzione sulla via dell’affermazione.”


8.II.1993 - “Meridian”, anno II, n.194, Bucarest (Romania)


“[…] Sin dall’inizio è necessario menzionare il fatto che il direttore italiano ha entusiasmato attraverso la sua concezione interpretativa, l’accuratezza stilistica e la forza emotiva. Tramite il suo gesto sicuro ed espressivo, ha fatto sì che gli orchestrali rispondessero senza difficoltà a tutte le sue intenzioni e nuances. L’intero lirismo del Siegfried-Idyll, come anche la liberazione, il sentimento di ‘congiungimento eterno negli spazi infiniti’ della Morte di Isolde, sono state riprodotte gradualmente, con molta raffinatezza, invitando l’auditorio a profonde meditazioni. Sotto la bacchetta di Andrea Riderelli, la Va Sinfonia di Beethoven si è posta sotto il segno delle sfumature gravi, tumultuose, del carattere suo vulcanico, drammatico. Catturata dall’arte del giovane direttore, l’orchestra ha risposto con dedizione totale, con un equilibrio sonoro permanente tra gli strumenti a fiato e gli archi, con sensibilità e forza impressionanti. Andrea Riderelli fa parte della generazione dei giovani interpreti che si situano tra gli autentici valori dell’arte interpretativa.”


12.V.1993 - “Cuvantul Libertatii”, anno IV, n. 877, Craiova (Romania)


“[…] Sul podio dell’Orchestra da Camera della Radio-Televisione il direttore Andrea Riderelli (che abbiamo avuto modo di apprezzare già l’anno scorso) si trova nel pieno di un processo di maturazione. Il musicista italiano non persegue solamente la propria affermazione, ma anche la propagazione di una letteratura inedita la quale va ad arricchire il nostro repertorio purtroppo così opaco. Che poi nel programma sia stato incluso il Dixtuor di Enescu non solo per cortesia si è visto dal grado di penetrazione nella sua densa struttura, restituita con espressività. […] Nella seconda parte, Andrea Riderelli ci ha dato occasione di conoscere due compositori italiani di questo secolo: Vieri Tosatti (1920-1999), attraverso Musica per orchestra d’archi – ben scritta – e Mario Zafred (1922-1987) con la Sinfonietta – elaborata in un equilibrato spirito di metà secolo. […] Rimarchiamo la capacità – da lodare pienamente – di Andrea Riderelli di penetrare nell’essenza delle musiche scelte e nel restituirle in maniera convincente, suggestiva, viva, con equilibrio e brillantezza, attraverso un gesto adeguato e di chiara efficienza.”


IV.1994 - “Actualitatea muzicala”, anno V, n. 98, Bucarest (Romania)


“[…] Riferendoci all’interpretazione [n.d.t.: Ein deutsches Requiem di J. Brahms] abbiamo osservato che il giovane direttore italiano Andrea Riderelli è un musicista di una personalità originale, che conquista. Sincero, spontaneo, comunicativo, il suo gesto è suggestivo nel tradurre la propria partecipazione musicale in espressione, dinamica e colore. In stretta collaborazione con gli artisti, ha ottenuto impressionanti effetti di grande raffinatezza. E’ bastato un solo gesto per veder realizzate le più sottili sfumature. Se poi teniamo conto del modo nel quale sono state superate alcune difficoltà tecniche offerte da questa partitura, possiamo senz’altro dire che è stata interpretata con maestria. ”


9.III.1994 - “Cuvantul Libertatii”, anno V, n. 1090, Craiova (Romania)


“[…] Il concerto ha marcato il suo debutto sulla scena dell’Ateneo [n.d.t.: Ateneo Rumeno della Filarmonica ‘G. Enescu’ di Bucarest] un ‘esame’ al quale i numerosi musicisti trovatisi in sala hanno accordato, attraverso i sostenuti applausi e i commenti elogiosi presi dietro le quinte, ‘nota massima’. E’ un fatto realmente rimarchevole essere applauditi dal Direttore della Filarmonica Enescu [n.d.t.: il M° Cristian Mandeal], dalla Direttrice del Museo Enescu [n.d.t.: la pianista Ilinca Dumitrescu], dalla Capo Redattrice della Radio-televisione Rumena, dal Rettore dell’Accademia di Musica di Bucarest… […] Se la prima pagina preclassica (Concerto Grosso op. 6, n. 6 di Arcangelo Corelli) si è sviluppata con la limpida linearità, la Suite-concertino per fagotto, archi e due corni di Ermanno Wolf-Ferrari ha portato con sé una ricca coloristica. […] Nella seconda parte (tre concerti di Vivaldi e la Sinfonia Breve per orchestra d’archi di Mario Zafred) Andrea Riderelli, con un gesto molto preciso, semplice ed efficiente, ha impresso una grande omogeneità, mettendo bene in rilievo le varie voci dettagliando i vari piani espressivi.”


II.1995 - “Actualitatea muzicala”, anno VI, n. 119, Bucarest (Romania)




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